

EMOZIONI
UMORISMO
ADOLESCENZA










La conferenza/spettacolo nasce dalla voglia di provare a spiegare il bullismo in una forma diversa e più accattivante, comica ed emozionale per i ragazzi e con la finalità di sensibilizzare la vittima e soprattutto il gruppo/branco, che spesso è a conoscenza dei fatti, a denunciare quello che gli sta succedendo. Usando l’arma della comicità per sottolineare in modo deciso le problemaQche “serie” del tema. La denuncia è la prima forma di aiuto per le vittime, ma anche ai bulli che così possono essere fermati e aiutati a comprendere che ciò che fanno è sbagliato. La conferenza/spettacolo è divisa in tre parti.
La prima parte, quella più comica, dove viene affrontato il tema dell’adolescenza con paradossi e clichè comici; per arrivare a comprendere la differenza tra un atto di bullismo e uno scherzo.
La seconda parte, dove viene introdotto il tema della denuncia, del “parlarne con qualcuno”, esso sia un amico, il genitore, i professori, tutto ciò per far comprendere alla vittima che esiste una rete di persone ed istituzioni che sono pronte ad aiutarlo. In questa parte viene introdotto il discorso sul ruolo chiave che spesso ha il “gruppo/branco” nel rapporto tra vittima e bullo.
La terza parte, quella più seria, ma anche quella che più interessa i ragazzi, è la spiegazione del “cyberbullismo”. Introdotta da un video della Polizia Postale, vengono affrontati i risvolti legislativi che possono sorgere dietro una semplice fotografia, video o messaggio condivisi sui social o anche in una semplice chat.
Vengono inoltre raccontati fatti di cronaca degli ultimi anni.
Al termine viene mostrata ai ragazzi la foto di una lavagna che nelle versioni precedenti dello spettacolo veniva scritta dagli stessi (non visti dagli altri compagni) che dedicavano una parola al loro bullo o prepotente di turno. Anche in questo caso è una trasformazione drammaturgica della soluzione del problema. Ovvero che, come dimostrato da sociologi e psicologi, spesso i fenomeni di bullismo terminano quando la vittima, dimostrando un grande coraggio, riesce ad isolarsi con il bullo e a dirgli che deve smetterla perché gli sta facendo male! Spesso il bullo smette proprio perché non sa di essere un bullo, anzi, egli pensa di essere simpatico perché sostenuto dal gruppo; la lavagna vuol dimostrare ai bulli che non sono per nulla simpatici, anzi….
Qualche numero… Oltre 600 repliche in 10 anni!
Molte sono le scuole che replicano lo stesso negli anni successivi perchè viene ritenuto un valido strumento informativo. In alcune scuole sono stati fatti dei report da parte di psicologi che hanno evidenziato l'ottima comprensione del tema e dei suoi risvolti anche legali da parte dei ragazzi oltre all’aspetto emozionale.
La conferenza/spettacolo non ha esigenze tecniche particolari.
Dura 1 ora e mezza e può essere replicata più volte in una mattina.
Replicabile da un minimo di un solo gruppo classe fino a massimo tre gruppi classe.
E’possibile replicarla, qualora vi fosse l’esigenza, anche per numeri superiori, fino a 200 ragazzi, in luoghi adeguatti come teatri o auditorium.
Per ragazzi dai 11 ai 14 anni





“Benvenuti nel tunnel – La dipendenza raccontata col sorriso” è una conferenza/spettacolo che prova a spiegare ai ragazzi, in modo diverso, con il sorriso e la comicità; le problematiche legate alla dipendenza da sostanze, ma non solo… Il percorso drammaturgico prevede momenti di “spiegazione” sugli effetti di droghe, alcool, gioco, ma anche tutto quello che può essere “dipendenza”.
Verrà messo soprattutto a fuoco il perchè della dipendenza!
Oltre a racconti di cronaca.
In scena due personaggi, interpretati da Fabrizio Palma, un imbonitore un pò troppo fuori dalle righe (la dipendenza) e Fabrizio.
La conferenza/spettacolo si pone come obiettivo attraverso l’uso di immagini e della comicità di spiegare e emozionare i ragazzi su un tema così delicato. Non vuole essere una paternale di un adulto, ma uno spunto per una riflessione seria su tutti i risvolti della dipendenza anche economici. Durante il racconto vengono proiettate immagini di aiuto alla comprensione e al ritmo stesso dello spettacolo.
La conferenza/spettacolo non ha esigenze tecniche particolari.
Dura 1 ora e può essere replicata più volte in una mattina.
Replicabile da un minimo di un solo gruppo classe fino a massimo tre gruppi classe.
E’possibile replicarla, qualora vi fosse l’esigenza, anche per numeri superiori, fino a 200 ragazzi, in luoghi adeguatti come teatri o auditorium.
Per ragazzi dai 12 ai 14 anni




“E adesso come glielo spiego?! – L’affettività e la sessualità raccontata col sorriso” è una conferenza/spettacolo che prova a spiegare ai ragazzi, in modo diverso, con il sorriso e la comicità un tema che può essere imbarazzante da affrontare ma di fondamentale importanza per gli adolescenti che giustamente sono pieni di domande e di curiosità su quelle sensazioni, nuove e strane che gli stanno accadendo. La conferenza/spettacolo nasce proprio da quella domanda nel titolo della stessa:”…e adesso come glielo spiego?!”, alla quale ci siamo trovati a rispondere io e mia moglie quando abbiamo dovuto spiegare a nostra figlia, prossima all’evento delle prime mestruazioni, cosa le sarebbe successo da lì a poco. Fummo colpiti quanto le sue domande fossero più interessate alla nostra esperienza che all’atto in s’è, il quale, è inutile negarlo, già viene affrontato dal gruppo dei ragazzi stessi. Le nostre emozioni, le nostre paure e i nostri imbarazzi, le storie di amore, il nostro innamoramento ha preso il posto della spiegazione “tecnica” spostando il tutto sul piano emozionale e quindi, vero!
Il percorso drammaturgico mette il fuoco sull’Amore, sul rispetto dell’altro, sulle emozioni, con l’uso di canzoni e poesie, poi con la comicità “l’imbarazzo” dello spiegare la sessualità e la prevenzione.
Durante il racconto vengono proiettate immagini di aiuto alla comprensione e al ritmo stesso dello spettacolo.
La conferenza/spettacolo non ha esigenze tecniche particolari.
Dura 1 ora e può essere replicata più volte in una mattina.
Replicabile da un minimo di un solo gruppo classe fino a massimo tre gruppi classe.
E’possibile replicarla, qualora vi fosse l’esigenza, anche per numeri superiori, fino a 200 ragazzi, in luoghi adeguatti come teatri o auditorium.
Per ragazzi dai 13 anni








Conferenza/spettacolo che prova a spiegare ai ragazzi, in modo diverso, il problema dei disturbi alimentari.
In scena il narratore e un palloncino. Il palloncino rappresenta il soggetto: anoressico-bulimico.
Durante la narrazione farà la sua apparizione il "disturbo" rappresentato dall'attore narrante che racconterà al pubblico il problema dei disturbi alimentari: come si insinuano, dove trovano spesso spazio, ma soprattutto proverà a raccontare la sofferenza e l’angoscia che si cela dietro a questi disturbi. Si proverà a dare una soluzione del problema ovvero l'importanza della presa di coscienza da parte del soggetto coinvolto e di chi gli sta vicino ad iniziare un percorso psicologico che li aiuti.
Lo spettacolo è nato con la collaborazione degli psicologi dei centri Jonas del Dottor Massimo Recalcati esperto nella cura della anoressia-bulimia.
Il percorso drammaturgico prevede momenti di "spiegazione" con proiezioni video.
La conferenza/spettacolo si pone come obiettivo attraverso l'uso dello strumento "teatrale" di spiegare con leggerezza, ai ragazzi un tema così delicato.
La conferenza/spettacolo non ha esigenze tecniche particolari.
Dura 1 ora e può essere replicata più volte in una mattina.
Replicabile da un minimo di un solo gruppo classe fino a massimo tre gruppi classe.
E’possibile replicarla, qualora vi fosse l’esigenza, anche per numeri superiori, fino a 200 ragazzi, in luoghi adeguatti come teatri o auditorium.
Per ragazzi dai 12 anni




"Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi saremmo tutti bravi e irreprensibili." - Giovanni Falcone -
"Giovanni Falcone, il dovere delle azioni." è una conferenza/spettacolo dove la figura di Giovanni Falcone viene raccontata attraverso gli occhi di chi gli è stato vicino fino all'ultimo drammatico momento: Vito Schifani uno degli agenti della scorta al magistrato.
Vito, 27 anni, morto svolgendo il suo dovere!
Dovere che fu l'essenza della vita di Falcone.
La storia racconta le vicende del magistrato anche attraverso il parallelismo con la vita di Totò Riina, carnefice e tra i colpevoli della strage di Capaci.
Durante il racconto vengono proiettate immagini di aiuto alla comprensione della storia, ricca di nomi ed eventi.
La conferenza/spettacolo non ha esigenze tecniche particolari.
Dura 1 ora e può essere replicata più volte in una mattina.
Replicabile da un minimo di un solo gruppo classe fino a massimo tre gruppi classe.
E’possibile replicarla, qualora vi fosse l’esigenza, anche per numeri superiori, fino a 200 ragazzi, in luoghi adeguatti come teatri o auditorium.
Per ragazzi dai 13 anni